Dal 24 al 27 luglio scorso otto giovani di Azione cattolica della Diocesi di Treviso, accompagnati dal loro assistente unitario e dall’équipe diocesana, hanno scelto di vivere un’esperienza di campo che li ha portati a compiere sia fisicamente che interiormente alcuni “passaggi di Stato”, intraprendendo un viaggio che ha permesso loro di conoscere la storia dei confini antichi e odierni tra Trieste, Gorizia, Slovenia e Croazia. Sono stati giorni intensi di amicizia, di servizio, di preghiera e riflessione, accompagnati dalle visite nei luoghi simbolo dei principali periodi storici che hanno coinvolto i territori carsici, spesso radicalmente modificati negli anni proprio dai confini politici tracciati da vari Capi di Stato soprattutto nell’ultimo secolo di storia.
Questa esperienza è iniziata presso il Santuario di Monte Grisa, dove
ogni giovane ha potuto mettere in luce il proprio confine interiore e i limiti che ancora sono presenti nella sua vita,
seguita poi dalla visita alla Foiba di Basovizza, alla Risiera di San Sabba di Trieste, fino all’arrivo a Grisignana e Crassiza, in Croazia, il giorno successivo dove ci siamo messi in ascolto della luminosa testimonianza del Beato Francesco Bonifacio. Don Francesco, sacerdote ucciso a soli 34 anni nel settembre del 1946, ha esercitato il suo servizio pastorale con i giovani aderenti AC del luogo. Nell’approfondire questa bella testimonianza di santità siamo stati accompagnati da Mario Ravalico, che ha tracciato un profilo storico e spirituale di questa figura di esemplare santità anche per i nostri giorni. Il viaggio poi è continuato passando per Strugnano, in Slovenia, per poi concludersi l’ultimo giorno, dopo una visita a Gorizia e Nova Gorica, al Santuario di Sveta Gora, raccogliendo qui le proprie intuizioni per il cammino personale.
Esperienza forte di questi giorni è stato anche l’incontro con i migranti che arrivano a Trieste attraverso le nuove rotte balcaniche da Pakistan, Bangladesh e Afghanistan ecc.:
abbiamo ascoltato la testimonianza di Gian Andrea Franchi e Lorena Fornasir di “Linea d’Ombra”. Qui insieme anche ai volontari di “Fornelli Resistenti” di Rovigo abbiamo passato del tempo insieme ai giovani migranti, prendendo coscienza in prima persona della loro condizione di persone in movimento. Abbiamo anche prestato il nostro servizio per la consegna dei pasti e di generi di prima necessità presso “Piazza della Libertà” che ormai da diversi anni è luogo di ritrovo e accoglienza.
Il tema del confine di Stato come limite, della frontiera come passaggio e dell’abbattimento dei muri di divisione, sono stati il filo conduttore delle attività e della riflessione di questi giorni.
Riflessione che ci ha fatto scoprire i muri che sono presenti anche nella nostra vita di giovani impegnati in studio, servizio e lavoro; confini che sono ancora presenti nelle relazioni tra di noi e con il Signore Gesù.
Ad arricchire questa riflessione personale sulla vita e anche sul senso dell’essere giovani di fronte alle sfide di oggi è stato l’incontro con don Lorenzo Magarelli, cappellano della Residenza Universitaria “Rifugio Cuor di Gesù”, e con alcuni giovani studenti universitari con cui abbiamo potuto riflettere sulla sfida di essere studenti in una città come Trieste, così ricca di pluralità culturale, di storia e di proposte per la comunità scientifica internazionale.
Un’esperienza, dunque, quella di questi giorni, che
portandoci a dialogare con testimoni ci ha fatto sperimentare sempre più come sia i confini della nostra vita personale e anche vocazionale sia quelli sociali e politici possono essere superati solo attraverso il dialogo e l’incontro.
Lì dove le differenze possono essere integrate – e non solo evidenziate per dividere popoli e persone – scopriamo la presenza di Gesù Cristo che, nel dono della sua vita per tutti, è portatore di comunione, pace e riconciliazione.
Jacopo Brendolise
diocesi di Treviso
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