Don Bonifacio: portare Dio alle anime e le anime a Dio

A Pirano, un Convegno internazionale di studi sul Beato don Francesco Bonifacio: i percorsi possibili tra storia, silenzi, giustizia, fede e riconciliazione

Giovedì 22 ottobre, nella splendida cornice di “Casa Tartini” di Pirano, si è svolto il Convegno Internazionale di studio sul Beato don Francesco Bonifacio, in occasione dell’80°anniversario della sua uccisione in odium fidei. È stata un’interessantissima occasione per conoscere la drammatica vicenda della vita di questo sacerdote, ma anche un’opportunità per mettere in luce la sua personalità e la sua statura di uomo di Dio.

Introdotto da Andrea Bartole, presidente della Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana Pirano, e da Kristjan Knez, storico e presidente della Società di studi storici e geografici di Pirano, il convegno ha avuto come ospiti nove relatori, che si sono occupati di altrettanti argomenti collegati a don Bonifacio e al periodo storico che riguarda le vicende a lui legate.

Orietta Moscarda, del Centro di ricerche storiche di Rovigno, ha presentato un resoconto del potere popolare in Istria e nel Buiese. Kristjan Knez ha quindi parlato della Chiesa in Istria nel Secondo dopoguerra e, precisamente, del periodo 1945-1947. Andrea Dessardo, dell’Università Europea di Roma, ha invece illustrato il ruolo dell’Azione Cattolica nelle diocesi unite di Trieste e Capodistria. Denis Visintin, della Comunità degli Italiani di Parenzo ha raccontato di come il 15 settembre del 1996 si sia finalmente rotto il silenzio su questa triste vicenda, con una solenne funzione a Crassiza, ultima parrocchia gestita dal Beato, prima che sparisse per sempre. Mario Ravalico, Responsabile del Gruppo “Amici di don Francesco Bonifacio”, promosso dall’Azione Cattolica di Trieste, ha diffusamente descritto tutto l’impegno (per maggior parte suo personale) di ricerca di verità sulla vicenda, con l’azione sia delle autorità ecclesiali, sia di quelle civili. Giuliana Stecchina ha disquisito riguardo ciò che don Bonifacio rappresenta, sia nel suo vissuto, che nell’eredità che ci ha lasciato. Molto interessante l’intervento di Giovanni Grandi, dell’Università degli Studi di Trieste, che ha presentato la possibilità di un percorso di giustizia riparativa riguardo a questa vicenda. Interessante, e al contempo divertente, è stato il racconto di Diego Masiello, sociologo del territorio, riguardo alla realizzazione del Sentiero Beato Bonifacio, che parte da Trieste per arrivare a Cittanova, e la conseguente redazione di una bellissima guida, che illustra tutto il sentiero e i luoghi di interesse che si incontrano durante il percorso.

Per ciò che riguarda il lato puramente spirituale, molto interessante è stato l’intervento del parroco di Muggia, don Andrea Destradi, dal titolo “Don Bonifacio. Portare Dio alle anime e le anime a Dio”. È stato un percorso che

ha illustrato la grande, sincera fede di questo sacerdote, che ha vissuto per gli altri e ha fatto dell’amore per Cristo lo scopo della sua esistenza. Il suo martirio è stato, di fatto, il compimento di una vita progressivamente consegnata a Dio e alle persone affidate alla sua cura pastorale, fatta di gesti semplici e concreti: la celebrazione dell’Eucaristia, il confessionale, il catechismo, la formazione dei giovani, le visite alle famiglie, l’attenzione ai malati e ai poveri.

Un sacerdote che aveva una vita interiore molto profonda, continuamente alla ricerca del fondamento del suo ministero – come traspare anche dai suoi quaderni, a cui riservava parole di grandissima spiritualità – e nello stesso tempo di grande amore per il prossimo. Credo che in futuro tutta la sua eredità potrà essere riassunta nelle due parole di amore e perdono. Che queste due parole possano anche guidare i nostri passi verso una riconciliazione di tutti gli uomini di buona volontà che guardano a questo sacerdote come ad un esempio e ad un fratello da amare e imitare.

Paolo Albertelli

 

 

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