Tutti insieme per una giornata divertente

Il racconto di una ministrante che ha partecipato insieme a tante ragazze e ragazzi di diverse parrocchie al ritiro diocesano quaresimale dei ministranti

Sabato 28 febbraio, sono andata al ritiro quaresimale dei ministranti, nella parrocchia di Borgo San Sergio.

Quando sono arrivata, oltre ai miei amici della parrocchia della Beata Vergine delle Grazie, c’erano altri ragazzi provenienti da altre parrocchie, ad esempio Santa Caterina da Siena, San Marco e San Gerolamo.

Dopo un po’ di tempo di gioco libero ci hanno chiamati in cerchio e abbiamo fatto un’attività alla fine della quale ci hanno dato un foglietto sul quale abbiamo scritto il nostro nome e abbiamo attaccato un seme di grano. L’attività aveva come tema l’Eucaristia.

Dopo l’attività è arrivato il Vescovo che abbiamo accolto all’esterno della chiesa, pronti con le nostre vesti per la celebrazione della Messa.

La giornata è proseguita col pranzo a sacco. Nel pomeriggio abbiamo giocato a squadre, divise per fasce d’età.

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Tra un’attività e l’altra mi sono improvvisata reporter e ho raccolto delle brevi impressioni di alcuni ragazzi e ragazze sull’essere ministrante. A Sara, 9 anni, piace fare la ministrante perché la «fa stare bene». Gioia, 13 anni, ha le idee molto chiare. Alla domanda sul perché pensa che questo servizio all’altare sia importante ha risposto: «Perché è una cosa bella e servire il Signore è bello»Gabriele, 9 anni, ha detto che gli piace fare il ministrante perché «quando l’ho provato mi è piaciuto». Elia, 10 anni, invece, ama questo servizio perché «è bello servire Cristo». Valeria, 13 anni, ha detto che per lei

«è sempre bello dare una mano a qualcuno. Faccio questo servizio per stare bene con me stessa, per dire che ho aiutato nel mio piccolo e perché così mi avvicino di più al Signore».

Infine, Sara, 12 anni, mi ha raccontato che a lei piace fare la ministrante perché «è molto importante servire il Signore». Il compito che piace di più ai ministranti che ho ascoltato è quello di portare la candela.

È stata una giornata divertente: peccato che non si sia riusciti a fare la tradizionale gara annuale tra chierichetti con varie domande sulla liturgia o su argomenti che noi ministranti dobbiamo conoscere. Il premio di questa gara è tenere tutto l’anno nella propria parrocchia lo stendardo di San Domenico Savio, protettore dei chierichetti. 

Silvia Tedeschi

 

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