Sabato Santo: il giorno del Grande Silenzio

Questo è, per la Chiesa, un giorno di attesa nel silenzio e nel riposo. Il Re dorme. E si celebra un tempo sospeso in attesa della risurrezione

La Settimana Santa è il momento più importante dell’Anno Liturgico, che culmina nella Pasqua. Aiutati dall’Ufficio Liturgico diocesano, approfondiamo la liturgia e i riti con cui la Chiesa fa memoria della Passione e Morte del Signore fino alla gioia della sua Risurrezione.

Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme.

Il giorno del Sabato Santo è per la Chiesa un giorno di attesa nel silenzio e nel riposo. Così infatti sottolinea la lettera circolare Paschalis sollemnitatis:

“Il Sabato Santo la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua passione e morte, la discesa agli inferi e aspettando nella preghiera e nel digiuno la sua risurrezione”.

La particolarità di questo giorno, infatti, è quella di essere un grande “vuoto” di silenzio e di attesa, celebrazione di un “tempo sospeso”: «In questo giorno così silenzioso ma così carico di attesa si consuma un intervallo misterioso:

è un tempo senza alleanza, riservato esclusivamente all’azione invisibile di Dio. Questo intervallo contiene la mancanza di parola, che va dalla consegna dello Spirito sulla Croce da parte di Gesù fino alla sua presenza gloriosa nella luce della Pasqua» (E. Menichelli, La discesa agli inferi).

Solo la Liturgia delle ore scandisce ritualmente i momenti della giornata proiettando i fedeli che la celebrano nel mistero del Grande Silenzio.

A cura dell’Ufficio Liturgico diocesano

Foto in evidenza: Luca Tedeschi

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