Le nuove dipendenze: tra sintomi e cultura dopaminergica

A colloquio con lo Psichiatra Bernardo Spazzapan, già Primario del SERT presso l’Ospedale di Gorizia, collaboratore della Casa della Salute di Nova Gorica

Il fenomeno delle dipendenze continua a interrogare profondamente la società contemporanea, coinvolgendo sempre più spesso anche il mondo dei giovani e delle famiglie. Accanto alle sostanze stupefacenti tradizionali, infatti, emergono nuove forme di dipendenza. Un panorama complesso, favorito dalla facilità di accesso e da una cultura che spinge alla ricerca immediata del piacere e della prestazione.

Per comprendere meglio i segnali da riconoscere, i rischi più diffusi e le trasformazioni che questo fenomeno sta vivendo, abbiamo intervistato il dottor Bernardo Spazzapan, Psichiatra, già Primario del SERT presso l’Ospedale di Gorizia, che attualmente collabora con la Casa della Salute di Nova Gorica, che offre un’analisi lucida e concreta sulle nuove fragilità del nostro tempo, indicando anche il ruolo fondamentale della prevenzione, della responsabilità educativa e dell’attenzione alle relazioni umane.

Come si individuano le dipendenze e quali sono i sintomi più evidenti che le accompagnano?

Le dipendenze hanno quattro caratteristiche chimiche e comportamentali, che le accomuna:

  • l’aumento continuo nel tempo del bisogno da soddisfare;
  • la perdita del controllo;
  • i ripetuti fallimenti nell’uscire da tali comportamenti;
  • la dipendenza psicologica che altera la personalità.

Molte dipendenze sono purtroppo tollerate dalle persone vicine a chi è dipendente e questo non fa che peggiorare la situazione.  

Oggi forse il lato più pericoloso è determinato dalla facilità di reperire ciò che crea dipendenza. A suo tempo, una persona dedita al gioco d’azzardo doveva prepararsi, vestirsi, uscire per andare a giocare. Oggi tutto ciò è possibile farlo direttamente da casa, online, e questo vale, purtroppo, anche per la vastissima offerta di sostanze stupefacenti, psicofarmaci e sostanze proibite in generale. Il tutto, naturalmente, avviene istantaneamente, senza un minimo di attesa, quindi, con una maggiore e continua possibilità di consumo.

Come sono cambiate le dipendenze da sostanze?

Oggi le dipendenze da oppiacei sono diminuite nella casistica, mentre quelle da sostanze eccitanti – come la cocaina, le anfetamine, il crack – sono aumentate in maniera esponenziale. La cocaina, in particolar modo, sembra la sostanza più adatta al periodo storico che viviamo, poiché esalta in maniera smisurata la concentrazione, toglie appetito e sonno, spinge a prestazioni sessuali fuori dalla norma. Gli effetti, naturalmente, durano poco tempo e quindi i dosaggi crescono sempre più. Le anfetamine sono una sorta di “cocaina dei poveri”, la cui produzione con mezzi e prodotti pericolosi porta a rischi enormi per la salute.

Le bibite energetiche e stimolanti possono costituire anch’esse un pericolo per la dipendenza?

Effettivamente, qui entriamo nelle dipendenze da sostanze cosiddette “lecite”. Sicuramente le bevande energizzanti contengono dosi di caffeina e taurina molto elevate e, di conseguenza, sono comunque pericolose se consumate continuamente. Soprattutto possono, come spesso succede nel campo delle dipendenze, essere una sorta di prodromo al consumo di sostanze più pesanti. Lo stesso discorso vale da sempre con tutte le sostanze legalmente accettate, in primis l’alcool e il fumo, che costituiscono i veicoli più diffusi alla dipendenza. Ma attualmente il pericolo maggiore è costituito dalla marea di tranquillanti consumati senza limite, con conseguenze pesantissime per la vita quotidiana, per la capacità di reazione dei consumatori e, soprattutto, per i danni devastanti alla memoria di chi assume grandi quantità di questi medicinali. 

Oggigiorno fra le dipendenze più diffuse ci sono indubbiamente quelle tecnologiche…

Certamente. La rete ha creato un’interazione continua con videogiochi, pornografia, gioco d’azzardo, per cui assistiamo a un deterioramento dei rapporti sociali e familiari, con un aumento incredibile della dipendenza digitale. Per quanto riguarda tutto il mondo della pornografia e delle relative chat lines, c’è anche il fenomeno che riguarda quei ragazzi che sono incapaci di sane relazioni con le persone dell’altro sesso.

Ma il vero problema attuale – e questo soprattutto per ciò che riguarda le generazioni dei giovani e giovanissimi – è la dipendenza dallo smartphone. In moltissimi casi esso rappresenta qualcosa di imprescindibile, non c’è modo di riuscire a starne lontani e spesso ciò causa la perdita del sonno, l’incapacità di concentrazione, con conseguenze gravi nella vita scolastica e, in genere, nella quotidianità. Come pure devastante è la responsabilità di certi siti online che spingono al rischio e all’emulazione di atti violenti o autolesionisti. Un altro problema rilevante è costituito dal dover essere sempre al centro dell’attenzione. La vita diventa, quindi, una ricerca continua di “Like”, di considerazione da parte degli altri.

Viviamo in una cultura cosiddetta dopaminergica. Che cosa significa concretamente?

Oggi viene considerato necessario vivere nella ricerca e nella soddisfazione del piacere a ogni costo. Naturalmente, questo bisogno fa correre il pericolo che la situazione sfugga di mano e debordi in una pericolosa dipendenza. Purtroppo c’è una vera e propria industria dietro a questa richiesta, sempre pronta a soddisfare qualsiasi vizio, ovviamente a carissimo prezzo, sia in termini di denaro, che in qualità di vita e salute.

Paolo Albertelli

 

Foto in evidenza di MountainDweller da Pixabay

 

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