Educazione ed evangelizzazione a servizio degli oratori

Con un piede in diocesi e uno nel Terzo Settore, NOI Associazione APS sostiene le realtà locali: ne abbiamo parlato con il presidente, don Luca Ramello

NOI Associazione APS – attiva sul territorio nazionale già da più di vent’anni – è presente anche a Trieste  attraverso alcuni Circoli e in alcune parrocchie. Abbiamo colto l’occasione della presenza a Trieste del presidente, don Luca Ramello, e lo abbiamo incontrato per rivolgergli alcune domande.

 

Don Luca, può raccontarci cos’è NOI e di cosa si occupa?

NOI Associazione è un’associazione di promozione sociale che nasce a servizio degli oratori italiani. Già dire “oratori” è un po’ complesso perché dobbiamo precisare che dietro alla parola “oratori” non c’è una realtà unica: il linguaggio già tradisce tante realtà diverse, il patronato, il ricreatorio, il centro parrocchiale, il centro ricreativo, il centro giovanile… c’è una gamma di sfumature, di linguaggio che ci dice che in Italia l’oratorio è una realtà diffusa, ma anche molto diversificata.

 

Da quanto tempo l’associazione opera in Italia?

NOI Associazione nasce più di vent’anni fa e ha sede a Verona. È un’associazione particolare perché vive di una doppia appartenenza

dal punto di vista giuridico formale fa parte del Terzo Settore, quindi, ogni circolo accanto al suo nome ha la sigla APS e ciò determina un’appartenenza con anche degli obblighi, con delle adempienze, ma non è l’unica. L’altra appartenenza è quella ecclesiale: formalmente le elezioni del Consiglio di Amministrazione sono, secondo le modalità del Terzo Settore, democratiche, però il contesto in cui nasce un “Territoriale”, un Circolo è un contesto diocesano perché è un’associazione a servizio della comunità. 

Abbiamo, cioè, un piede nella diocesi e un piede nel Terzo Settore: se ci fermassimo, infatti, solo a questo secondo ambito, andremmo a perdere ciò che, nello Statuto, è l’ispirazione del Vangelo. Siamo una realtà che è motivata dal Vangelo, con una passione educativa che ci anima, ma dobbiamo tenere conto che tutte le attività che vanno oltre culto e religione sono soggette alle leggi dello Stato e del Terzo Settore. L’associazione aiuta, copre e sostiene tutte queste tipologie di attività affinché siano sicure, trasparenti e condotte correttamente.

 

Proviamo a spiegare perché essere iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) è importante e quali vantaggi offre… 

Essere iscritti al Runts favorisce i rapporti con il settore pubblico, quindi con tutte le istituzioni. Anche con il privato, in realtà, perché poi se qualcuno vuol fare una donazione  questa è riconosciuta quale fiscalmente detraibile o deducibile. Oltre a questo, l’iscrizione al Runts offre la possibilità di accedere al 5×1000. E poi c’è tutta la questione dei Bandi pubblici: se non si è iscritti al Runts non si può più partecipare.  E su questo

vorrei fare arrivare un messaggio ai confratelli preti: non devono sentirsi schiacciati o appesantiti dalle responsabilità e dalle incombenze perché nel momento in cui c’è un Consiglio di Amministrazione composto da persone appassionate, competenti e capaci, il ministero del sacerdote è addirittura alleggerito! 

Un tempo le cose funzionavano diversamente, la normativa era diversa e non esisteva il Terzo Settore, adesso anche agli oratori serve avere una struttura giuridica per poter agire in trasparenza nel sociale.

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Di fatto, ormai, per tutti, parrocchie comprese è una questione di sopravvivenza…

Sì, è così. Anche per le parrocchie. La nostra associazione si pone accanto agli oratori per dare supporto su tre aree: quella fiscale, quella assicurativa e, soprattutto, quella che riguarda la modalità di agire nel sociale.

 

Forse c’è anche un po’ di paura rispetto a questi nuovi orizzonti legati al Terzo Settore e a ciò che NOI Associazione propone: tante opportunità, ma anche tanti obblighi e le realtà locali sono spaesate e spaventate… 

Chiaramente c’è una paura di fondo. Credo sia importante sottolineare che il NOI non è il fine: il NOI è lo strumento per il fine, per un’attività di tipo pastorale che ha come visione quella dello stile dell’oratorio, che, possiamo dire così, ha l’attenzione alle giovani generazioni in relazione a una comunità. Il senso di affiliarsi  a NOI Associazione vuol dire intrecciare educazione ed evangelizzazione, perché abbiamo alcune attività che sono sull’evangelizzazione e altre sull’educazione. 

 

Ma cosa deve offrire oggi un oratorio?

Secondo noi l’oratorio deve offrire 

l’evangelizzazione, l’educazione, i linguaggi della vita dei giovani e i linguaggi dell’umano. C’è sempre la catechesi – che per me è un punto fermo – ma si diffonde in tanti altri linguaggi, dallo sport, dall’arte, alla musica, che sono modi diversi di fare catechesi: nel modo con cui vengono condotti, il Vangelo viene annunciato, vissuto, testimoniato.  

A questo punto introduco una quarta dimensione di NOI: la comunità educante, fatta di sacerdoti religiosi e laici, i quali, associandosi, trovano forza, sostegno, anche un metodo, una capacità per portare avanti questa responsabilità educativa. Se ci pensiamo, questo, al di là del NOI, è il senso dell’associazionismo all’interno della Chiesa.

 

Ma c’è ancora dell’altro…

Sì: l’ultimo punto fondamentale è l’apertura al territorio. L’oratorio non è un club o una realtà chiusa, ma un’esperienza di comunità per cui l’oratorio incide sul territorio, soprattutto nei territori in cui c’è povertà educativa, povertà di legalità. Qui l’oratorio diventa un presidio, non un presidio sociale, ma alla maniera dei nostri santi sociali: un presidio sociale in quanto animato dal Vangelo. La Chiesa in uscita nasce già fuori: il concetto chiave è la prossimità.

 

Ci offre qualche dato su NOI?

Abbiamo 330.883 soci al 2025. Di questi 171.538 sono ragazzi, 159.345 sono adulti: questo vuol dire che al di là di quello che si può immaginare rispetto alle nostre assemblee, NOI Associazione APS è un’associazione che per la maggioranza è fatta di giovani generazioni e questo, in questo tempo di invecchiamento ecclesiale e sociale precoce, è un segno profetico. I “Territoriali” sono 24: sono le strutture di riferimento a livello regionale/diocesano. E poi ci sono 1262 Circoli affiliati.

 

NOI non prescinde mai dalla figura del parroco…

Certamente no. Noi accogliamo la richiesta di affiliazione solo con la firma del consigliere spirituale che, dove il legale rappresentante è un laico, è ovviamente il parroco. Senza la sua firma, l’affiliazione non ci può essere. L’associazione NOI è a servizio della parrocchia. Ci chiamiamo NOI non per caso:

siamo una forma, ma anche una comunità e non siamo una realtà esterna che si impone. È una forma di associazione interna della comunità che sceglie uno strumento per poter agire: questa forse è l’espressione più facile da capire. 

 

Voi offrite anche un accompagnamento di tipo formativo?

Dove viene richiesto, sì. Ogni anno proponiamo un tema – che quest’anno è focalizzato sull’intelligenza artificiale e sulla frase scelta da Papa Leone “La verità è un legame che unisce” – e andiamo dove c’è bisogno, sempre nel rispetto di ciò che le Diocesi propongono e senza, quindi, interferire, ma anche per dare valore alla forma associativa del territorio. Per dirla in modo molto diretto, noi non portiamo via i giovani a nessuno, anzi lavoriamo per tutti i giovani. Rispetto alle altre associazioni, noi non abbiamo un carisma, ma sosteniamo il “carisma oratoriano”, un carisma che aiuta la comunità. 

 

Le prospettive per il futuro? Magari focalizzandoci su Trieste…

Venire qui a Trieste è stato importante per noi perché siamo venuti a rappresentare l’associazione e a comunicare la gratitudine per una presenza più che ventennale di NOI sul territorio. Siamo venuti a dire grazie. Ma siamo anche venuti per portare un invito a crescere ancora e proprio perché a Trieste ci sia il NOI, come una risorsa per la Diocesi, per il territorio e per un Territoriale. Per il futuro vorremmo approfondire il tema del rapporto intergenerazionale: è una questione generativa che riguarda non solo le parrocchie, ma tutta la società. E in un Paese come il nostro, in cui la natalità è sempre più bassa, dobbiamo dirci che una società che non cresce ha bisogno di vita.

A cura di Luisa Pozzar

 

Foto in evidenza: Luca Tedeschi

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