Scout d’Europa: in quasi quattromila da Papa Leone

Anche i due gruppi triestini presenti a Roma all'Udienza papale in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione della FSE

Il 2026 segna il cinquantenario della Federazione dello Scautismo Europeo (FSE), la principale associazione scoutistica europea, presente a Trieste con due gruppi. Per celebrare l’anniversario più di tremilacinquecento persone tra capi, assistenti spirituali e famiglie da tutta Italia si sono ritrovati lunedì 1° giugno in Vaticano per partecipare all’udienza concessaci dal Santo Padre. 

Il ritrovo all’esterno del porticato di San Pietro è la mattina presto e, man mano che si aspetta di entrare, aumentano le dimensioni della folla che si riunisce: ci sono scout di tutte le età, i fazzolettoni hanno colori diversi come diversa è la provenienza di ciascuno. Numerosi volontari gestiscono i flussi e controllano gli ingressi finché tutti non sono entrati tutti nell’Aula Paolo VI, o Sala Nervi, dove sono organizzati gli interventi dei numerosi ospiti, che ci preparano all’ultimo della giornata, condividendo la propria esperienza e la propria storia. 

Conduce Lorena Bianchetti, accompagnata dalla musica dei Reale. I primi a salire sul palco sono Alberto Pellai e sua moglie Barbara Tamborini, che spiegano l’importanza del passaggio dall’età giovanile a quella adulta, anche da un punto di vista medico e psicologico, con particolare attenzione al digitale; segue Costanza Miriano, che si concentra invece sul ruolo dello sport. Dopo di lei il Cardinale Zuppi, che suscita subito l’affetto del pubblico con gli aneddoti personali e le sue parole semplici su come vivere la Fede nel percorso educativo di una persona. E ancora Gianni Aureli, regista, tra gli altri, del film Aquile Randagie, che ci parla di espressione e dei talenti di ciascuno. Per finire Chiara Amirante, scrittrice e fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti”, costantemente al servizio dei più giovani in situazioni di disagio. 

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A mezzogiorno arriva, infine, il Santo Padre Leone che, con l’umiltà e la fermezza che lo contraddistinguono, in un quarto d’ora pronuncia un discorso che tocca tutti i punti fondamentali dell’essere scout: 

«Se piace a Dio, per sempre», esordisce, ricordando l’impegno al servizio che si assumono tutti i capi, nonché motto dell’evento. Parla della vita all’aperto, dell’importanza del Vangelo nel metodo scout, della centralità della persona, delle relazioni e dei valori europei. 

 

Preghiamo insieme e, consapevoli di essere stati arricchiti dopo un incontro che pochi hanno la fortuna di vivere, usciamo e ci dirigiamo a San Giovanni in Laterano dove, nel pomeriggio, si tiene la Messa conclusiva. «Ringraziamento e responsabilità», esorta don Stefano, in una chiesa strabordante di persone.

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«È stata l’occasione di vedere quanti siamo a condividere i valori portati avanti dalla nostra associazione» 

dice Alessandro Piemonte, capo Branco del TS2 «e di riflettere su di essi assieme a figure appartenenti al mondo scout e al mondo ecclesiastico». 

«Mi porto a casa l’invito a vivere il Vangelo come una vera mappa della vita, come diceva Papa Francesco» commenta infine Michele Latin, incaricato della regione FVG per la Branca Rover e Capo Clan del TS1, al ritorno a Trieste,

«il servizio, la coerenza delle scelte quotidiane e la testimonianza della fede non sono attività separate all’interno dello scoutismo,ma fanno parte di un’unica strada che ci permette di crescere e a metterci al servizio degli altri».

Emmanuele Castelli

Foto cortesia di Giovanni Pennei

 

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