Pozzo di Sichem: primi spazi del nuovo oratorio a San Pio X

Dopo 10 anni di impegno e lavoro, la nuova struttura di via Hollan verrà benedetta da monsignor Trevisi: fondamentale la copertura con i fondi dell'8xmille

I primi spazi del nuovo oratorio della Parrocchia di San Pio X, siti in via Hollan a Trieste, sono finalmente pronti. Stamattina, 13 giugno, nel corso di una cerimonia alla quale interverrà anche il Vescovo, monsignor Enrico Trevisi, che benedirà i locali, questi spazi saranno presentati alla comunità parrocchiale e alla Città. 

“Pozzo di Sichem”, l’intitolazione scelta dal parroco, don Mario De Stefano, e dalla sua comunità: un nome che è già tutto un programma. L’oratorio nasce dalla volontà di offrire al territorio un luogo stabile di incontro, crescita e aggregazione per bambini, ragazzi, giovani e famiglie. Un’esigenza particolarmente sentita nel quartiere, che trova oggi una prima significativa risposta grazie all’apertura di questi nuovi spazi.

Il progetto affonda le sue radici alla fine degli anni Novanta, quando un terreno venne lasciato in eredità alla Parrocchia con l’esplicita richiesta che vi fosse costruito un oratorio o un centro di aggregazione destinato alle nuove generazioni. Un desiderio che ha guidato il lungo percorso di progettazione e realizzazione dell’opera. I lavori hanno preso avvio nel settembre 2015 con la posa della prima pietra, benedetta dall’allora Vescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, e promossa dal parroco di allora, don Beniamino Bosello.

Oggi, dopo un decennio di impegno e collaborazione, viene inaugurata una prima parte della struttura che consentirà, a partire dal prossimo anno pastorale, l’avvio delle attività ordinarie della comunità parrocchiale e l’utilizzo degli spazi da parte di altre realtà educative e associative del territorio.

L’oratorio, come detto, ha un nome particolare: “Pozzo di Sichem”. Un richiamo all’incontro tra Gesù e la Samaritana narrato nel Vangelo di Giovanni: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna” (Gv 4,14). 

«L’ispirazione per l’intitolazione dell’Oratorio è partita da questo versetto della Scrittura e dai pozzi che ancora sono presenti in questa via» spiega don Mario De Stefano, parroco di San Pio X

«desiderando che questa nuova struttura della parrocchia possa diventare il luogo – il pozzo – dove ciascuna persona può attingere quell’acqua che disseta per la vita eterna. Per questo l’oratorio sarà uno spazio dove formare le ragazze e i ragazzi che diventeranno le donne e gli uomini di domani, offrendo loro, come acqua che disseta, i valori sani e i principi cristiani. Ovviamente sarà un luogo dove chiunque dovrà e potrà sentirsi accolto».

La realizzazione dell’opera è stata resa possibile grazie al contributo della comunità parrocchiale, all’accensione di un mutuo sostenuto dalla Parrocchia, al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, al sostegno del Commissariato del Governo attraverso il “Fondo Trieste”, al sostegno della Fondazione CRTrieste e, in modo particolare, ai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica, che hanno garantito la copertura del 60 percento dei costi di realizzazione (pari a circa 685 mila Euro)

«Il nuovo oratorio della parrocchia di San Pio X è un segno tangibile di tantissimi gesti d’amore» dice dal canto suo Mike Cardinale, incaricato per la promozione del sostegno alla Chiesa Cattolica nella Diocesi di Trieste

«c’è amore nel desiderio di chi ha immaginato un nuovo oratorio per i ragazzi di questa parrocchia; c’è l’amore di chi si è impegnato per creare un progetto, c’è l’amore di chi ha lavorato direttamente alla realizzazione dell’oratorio. C’è però anche l’amore di tutte quelle persone che hanno firmato per destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica. Proprio grazie a queste firme, infatti, è stato possibile finanziare il 60 percento del progetto. Ecco perché non dobbiamo mai dimenticare l’importanza di questo piccolo gesto: una firma che a noi non costa nulla ma che permette di realizzare opere importantissime».

La benedizione dei primi locali del nuovo oratorio è una delle occasioni per dare conto – in un’ottica di massima trasparenza – di come i fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica vengano impiegati. Ricordiamo che le finalità definite dalla legge per la destinazione di questi fondi sono tre:

  • esigenze di culto e pastorale;
  • sostentamento dei sacerdoti;
  • interventi caritativi.

La realizzazione dell’oratorio “Pozzo di Sichem” rientra nella prima categoria e anche questo progetto verrà inserito nel rendiconto annuale pubblicato sul sito www.8xmille.it.

Ma come si può scegliere di destinare l’8xmille alla Chiesa Cattolica? Possono sostenere la Chiesa con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama IRPEF e dalla quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille. Ci sono diversi modi per presentare la dichiarazione dei redditi e alcune persone non sono obbligate a presentarla. Ma lo Stato garantisce a tutti di poter indicare a chi far gestire le risorse dell’8xmille. Nel nostro caso, alla Chiesa cattolica (vedere infografica in fondo).

La cerimonia di inaugurazione e benedizione dei primi spazi del “Pozzo di Sichem”, oratorio della Parrocchia di San Pio X prenderà avvio alle ore 12.15.

Luisa Pozzar

 

 

 

 

Foto Cei

 

 

CHI PUÒ FIRMARE

Possono sostenere la Chiesa con l’8xmille tutte le persone che hanno un reddito di lavoro dipendente o una pensione, o altro e, per questo, pagano allo Stato italiano un’imposta, che si chiama IRPEF e dal quale lo Stato Italiano preleva l’8xmille.

Ci sono diversi modi per presentare la dichiarazione dei redditi e alcune persone non sono obbligate a presentarla. Ma lo Stato garantisce a tutti di poter indicare a chi far gestire le risorse dell’8xmille. Nel nostro caso, alla Chiesa cattolica.

COME FIRMARE

www.8xmille.it/come-firmare/

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