Il primo appuntamento delle iniziative della Commissione per l’ecumenismo e per il dialogo interreligioso è caduto quest’anno nel 40° anniversario dell’incontro interreligioso di Assisi, incontro che aveva visto riunirsi il 27 ottobre 1986, attorno a Papa Giovanni Paolo II, i massimi responsabili delle Chiese cristiane e sessanta responsabili delle altre religioni. Quel momento storico si è poi ripetuto in tante parti del mondo.
Anche qui a Trieste viviamo un evento più piccolo, ma ugualmente significativo, che racconta di un’esperienza di amicizia e di condivisione consolidata da anni. Ospite a questo appuntamento è Stella Chiu Yuen Ling, cinese, cattolica. Stella, nata e vissuta a Hong Kong, conosce da giovane la spiritualità dell’unità del Movimento dei focolari. Negli anni ’90 è chiamata a lavorare al Centro Internazionale per il Dialogo Interreligioso del Movimento dei Focolari, dove offre la propria conoscenza ed esperienza di dialogo tra l’umanesimo cinese e la sensibilità cristiana. Dagli anni ’90 è membro della “Religions for Peace Italia”, organizzazione presente da anni anche a Trieste, grazie anche all’impegno di Claudio Caramia, recentemente scomparso e ricordato con affetto dalla relatrice.
Stella ci rende partecipi della storia e delle attività di Religions for Peace, organizzazione internazionale che da più di 50 anni promuove la pace attraverso la collaborazione e l’impegno concreto tra le diverse tradizioni religiose. Persone con fedi, culture e visioni del mondo differenti che vogliono lavorare insieme per il bene comune partendo dall’idea che le tradizioni religiose possano mettere in comune le proprie risorse spirituali e etiche per affrontare le sofferenze del mondo.
Concetti come la compassione, la misericordia, la giustizia, il perdono hanno significati diversi nelle varie religioni, ma possono diventare motivazioni comuni per agire insieme. La pace, in questa prospettiva non è semplicemente assenza di guerra, ma comprende anche la dignità umana, la giustizia sociale, la libertà religiosa e la cura del pianeta. Questa visione viene chiamata shared sacred flourishing, fioritura condivisa del sacro.
La serata, molto partecipata da un pubblico numeroso, ha trasmesso, come commentato da qualcuno, delle notizie positive. Notizie che raccontano di un impegno, presente anche nella nostra città, che di solito non finiscono in prima pagina, ma che dicono di esperienze di reciprocità vissute nel quotidiano e che danno speranza, forza e il desiderio di andare avanti insieme.
Lucio Torelli
Foto in evidenza: Movimento dei Focolari Trieste
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