Nei giorni intorno all’80° anniversario del martirio di don Francesco Bonifacio, l’11 settembre, la Diocesi di Trieste ha vissuto diversi momenti significativi di sensibilizzazione, preghiera, riflessione in onore del Beato, riconoscendone l’esemplarità nell’ispirare la vita cristiana dei fedeli triestini e della città in generale.
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Nella giornata dell’anniversario il Vescovo, monsignor Enrico Trevisi, ha celebrato la Santa Messa in Cattedrale, alla presenza dell’Arcivescovo emerito, monsignor Giampaolo Crepaldi, oltre che di diversi sacerdoti, nonché di molti fedeli accorsi per ricordare il Beato alla luce del Sacramento che egli, instancabilmente, portava tra la sua gente e che, da ultimo, gli costò la vita.

Nell’omelia, il Vescovo ha sottolineato
la saldezza della fede che il Beato ha testimoniato e che ha segnato, con la cifra della speranza che non muore, le fatiche e le angosce di tempi oscuri, ove i cambiamenti si susseguivano lasciando poco spazio a un orizzonte di pace.
Il giorno seguente la Diocesi di Trieste ha vissuto un momento di intensa comunione ecclesiale: il pellegrinaggio sui luoghi del Beato. Guidato dal Vescovo Enrico, il cammino ha condotto i partecipanti nel cuore dell’Istria, là dove il giovane sacerdote istriano ha testimoniato il Vangelo fino al dono totale della vita.
La partenza da Trieste, alle ore 8.00 dal piazzale della Risiera di San Sabba, ha ricordato fin da subito che la storia del Beato Bonifacio si intreccia con le ferite del Novecento. Alle 9.30 il gruppo è giunto a Grisignana, nella chiesa dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, luogo da cui don Francesco partì l’11 settembre 1946 per raggiungere Crassiza, senza sapere che quel cammino sarebbe stato l’ultimo. Presenti anche il vice cancelliere della diocesi di Parenzo e Pola, don Luka Jakopić, e i rappresentanti della Comunità degli Italiani di Crassiza, con il presidente Mate Mekiš e i suoi collaboratori, che, assieme a Gianfranco Bonifacio, nipote del Beato, e a Diego Masiello, curatore del libro “Il Sentiero Beato Bonifacio”, hanno accompagnato il gruppo lungo la strada e nelle comunità visitate.
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Alle 10.00 è iniziato il cammino verso Crassiza, scandito da una sosta significativa presso il cippo che ricorda il martirio.
La lettura della passio di don Francesco Bonifacio è stata affidata alla giovane René Stokovac di Baredine, che con voce semplice e intensa ha ridato vita alle parole del Beato, testimone di una fede mite e incrollabile.

A mezzogiorno, nella chiesa di Santo Stefano, la comunità dei pellegrini ha celebrato la Santa Messa presieduta da monsignor Trevisi. Ad accogliere i pellegrini è stato il vescovo di Parenzo e Pola, monsignor Ivan Štironja, insieme al parroco di Crassiza, don Miroslav Paraniak.

Nell’omelia,
Il Vescovo ha ringraziato Mario Ravalico e ricordato che il martirio di don Bonifacio non è un episodio isolato, ma si lega spiritualmente al martirio del beato Miroslav Bulešić, e che assieme costituiscono un ponte tra la Diocesi di Trieste e quella di Parenzo e Pola.
La successiva visita alla casa parrocchiale, recentemente rinnovata e dotata di stanze, cucina e bagni, ha permesso di conoscere le finalità pastorali di questa struttura, pensata per accogliere gruppi e iniziative spirituali ispirate alla vita del Beato.

Alle 13.30 il gruppo è stato accolto dalla Comunità degli Italiani di Crassiza, che ha offerto il pranzo in un clima di cordialità e condivisione. Un momento semplice, ma profondamente ecclesiale: la fraternità vissuta a tavola è stata il naturale prolungamento della comunione celebrata nell’Eucaristia.
Nel pomeriggio il pellegrinaggio è proseguito verso Lanischie, dove i partecipanti hanno visitato la chiesa parrocchiale dei Santi Canzio, Canziano e Canzianilla, accolti dal parroco don Josip Mašina. Qui si è svolta la preghiera dei Vespri, anticipata dal racconto del martirio del beato Miroslav Bulešić, ucciso nel 1947 mentre difendeva la libertà della Chiesa e la dignità dei sacramenti.
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Alle 18.30 il gruppo è ripartito per Trieste, portando con sé non solo la memoria dei luoghi visitati, ma soprattutto
la testimonianza viva di due giovani sacerdoti che hanno scelto Cristo fino alla fine. Il pellegrinaggio, organizzato dalla Diocesi, è stato molto più di un itinerario storico: è stato un cammino spirituale, un invito a lasciarsi interrogare dalla vita del Beato Bonifacio e a riscoprire la bellezza di una fede che si fa dono.
Nel suo 80° anniversario, il martirio di don Francesco Bonifacio continua a parlare alla Chiesa triestina: non come un ricordo lontano, ma come una chiamata attuale alla mitezza, alla fedeltà e alla speranza. Il pellegrinaggio diocesano ha permesso di toccare con mano la sua storia, di respirare i luoghi che hanno custodito il suo ultimo cammino, e di rinnovare la certezza che la luce del Vangelo non viene mai spenta dalle tenebre della violenza.
Erik Moratto e Arturo Pucillo
Foto di Martina Depolli e don Henri Marie Godonou
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