Si è conclusa lo scorso 19 aprile una due giorni triestina di spettacoli di Aldo Cazzullo, realizzati assieme ad Angelo Branduardi, per commemorare San Francesco a ottocento anni dalla morte. In questa occasione è stato organizzato dalla Diocesi, col patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, un momento dedicato agli studenti delle scuole di Trieste nell’ambito del progetto “Fratello sole, sorella luna. Il Cantico di Frate Sole a 800 anni dalla stesura: 1225/26-2025/26”. La professoressa Annamaria Rondini – vicedirettrice dell’Ufficio Scuola – ha introdotto la mattinata, presentando al relatore il progetto e gli organizzatori, nonché la numerosissima platea.
Il progetto, promosso dall’Ufficio Scuola diocesano, dal Laboratorio Scienza & Fede, all’UCIIM unitamente alla FISM e alla Famiglia francescana, si sta concludendo con la fase della restituzione dei materiali prodotti dalle singole classi iscritte;
tali lavori verranno presentati alla cittadinanza attraverso alcune mostre presso il Giardino pubblico “De Tommasini” e presso l’atrio della Curia Vescovile. I lavori più significativi sono stati già presentati a margine dell’intervento di Aldo Cazzullo.
Sia negli spettacoli presenti nel cartellone del Rossetti, sia nella mattinata per le scuole è stato presentato in maniera splendida lo spirito di Francesco, anche attraverso le composizioni musicali di Angelo Branduardi. Un evento molto bello che
ha richiamato una grande partecipazione e un ampio gradimento, anche in una città laica come Trieste, a conferma che la bellezza del Vangelo, vissuta dal “giullare di Dio”, suscita emozione e interesse.
Lo spettacolo “Francesco” unisce racconto storico, musica e spiritualità. Tra gli affreschi di Giotto prende forma un San Francesco attuale e universale: amante della pace, della natura e dei più deboli. Angelo Branduardi accompagna la narrazione con i brani de “L’infinitamente piccolo”, album dedicato al Santo di Assisi. Aldo Cazzullo ripercorre la vita del Santo come fondatore dell’identità italiana e precursore dell’umanesimo. Il suo best seller “Francesco. Il primo italiano”, edito da Harper Collins Italia, è stato il saggio più venduto in Italia lo scorso anno e il secondo libro in assoluto.
“Sono stato ad Assisi per assistere all’ostensione del corpo di san Francesco. Le sue ossa sono veramente molto piccole, ma da quei resti mortali emana una forza inimmaginabile e un’energia straordinaria”.
ha affermato Cazzullo.
La narrazione biografica proposta da Cazzullo al pubblico segue un percorso cronologico. Si apre con “Il Cantico delle creature” nella versione di Branduardi: lui voce e violino, accompagnato al pianoforte da Fabio Valdemarin. Si sorride con il lupo di Gubbio e con frate Ginepro che cucina il pasticcio di gamberi di fiume, piatto preferito di Francesco insieme al dolce dei mostaccioli, preparati dalla sua amica Jacopa de Settesoli, nobildonna romana. Si riflette sul mistero delle stimmate e l’accettazione della morte, chiamata sorella da Francesco. «È il vero fondatore dell’identità italiana» sottolinea Aldo Cazzullo nel gran finale «anche perché ha scritto la prima opera poetica in volgare, perché ha inventato il presepe, perché cambia il teatro con le sue prediche, innova anche la pittura, ispirando Giotto ed è stato il precursore dell’umanesimo, il dono che noi italiani abbiamo fatto al mondo».
San Francesco non è morto otto secoli fa. Egli è vivo perché il Patrono d’Italia, è la parte migliore di noi, sia come esseri umani che come italiani. E aver dato all’umanità un santo come Francesco è uno dei motivi – e non il meno importante – per cui possiamo essere orgogliosi di essere italiani e di provare un senso di felicità.
don Manfredi Poillucci



