50 anni dopo il sisma: la gratitudine agli Scouts d’Europa

Un riconoscimento a chi, nei drammatici giorni di maggio del 1976, è andato in soccorso delle persone terremotate, una consegna educativa e un appello.

Il 6 maggio 2026 ricorrono cinquant’anni dal terremoto che nel 1976 colpì profondamente il Friuli, ferendo paesi, comunità, famiglie e territori, ma facendo emergere anche una straordinaria testimonianza di solidarietà, responsabilità e servizio.

In questo cammino di memoria, domenica 3 maggio 2026, durante la Santa Messa per il 50° anniversario del terremoto in Friuli, a Gemona del Friuli, si è vissuto un momento particolarmente significativo anche per l’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici

Il Cardinale Matteo Zuppi, insieme all’Arcivescovo di Udine Riccardo Lamba, ha infatti donato alla Commissaria del Distretto FVG la riproduzione dell’Angelo che svetta sulla cima del campanile della Pieve di Santa Maria in Castello, a Udine, uno dei simboli del Friuli intero.

Il dono è stato consegnato come segno di ringraziamento per l’opera di servizio svolta durante il terremoto in Friuli anche dalla nostra Associazione. Un gesto sobrio, ma carico di significato, che 

richiama non solo ciò che accadde allora, ma anche il senso profondo del servizio scout: esserci dove c’è bisogno, rispondere con generosità, mettere le proprie mani, il proprio tempo e il proprio cuore a disposizione degli altri.

Per l’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici, il terremoto del 1976 rappresentò una delle prime grandi occasioni di servizio. L’Associazione era allora una realtà giovane, nata da poco, e il Friuli divenne uno dei luoghi in cui tanti capi, ragazzi e adulti poterono vivere concretamente lo stile scout come risposta alla sofferenza e alla necessità. Non fu soltanto un’esperienza di aiuto materiale. Fu anche un momento importante nella storia associativa. In quella circostanza avvenne, infatti, l’incontro con il gruppo Udine 1 Scout d’Europa, già attivo dal 1973 e in contatto con gli Scout d’Europa francesi, che successivamente entrò a far parte dell’Associazione italiana.

Per questo, il dono della riproduzione dell’Angelo non può essere letto solo come un riconoscimento rivolto al presente. Esso 

raggiunge idealmente anche tutti coloro che, cinquant’anni fa, salirono in Friuli per servire, aiutare, spalare, accompagnare, sostenere e condividere la fatica e la speranza delle comunità colpite dal sisma. Raggiunge chi c’era, chi partì magari senza sapere bene che cosa avrebbe trovato, chi mise da parte comodità e programmi personali per rispondere a una chiamata concreta. Raggiunge chi prestò servizio in silenzio, senza cercare visibilità, perché il servizio vero, spesso, non ha bisogno di grandi parole, ma lascia tracce profonde nelle persone e nelle comunità.

A cinquant’anni di distanza, quella memoria non è soltanto un ricordo da custodire. È anche una consegna educativa: dice alle nuove generazioni di Guide e Scouts d’Europa che 

lo scautismo non è fatto solo di attività, tecniche, campi e uniformi, ma di disponibilità reale, di attenzione al prossimo, di fede vissuta nelle opere, di responsabilità verso la comunità civile ed ecclesiale.

Oggi il nostro grazie va a tutti coloro che, nel 1976, furono presenti in Friuli come Scouts d’Europa. A chi servì, a chi aiutò, a chi accompagnò la ricostruzione, a chi condivise la vita delle comunità colpite. Il riconoscimento ricevuto dal Distretto FVG appartiene anche a loro.

Per questo 

desideriamo raccogliere testimonianze, ricordi, fotografie e racconti di chi visse quei giorni di servizio.  Chi c’era, chi partì per aiutare, chi conserva immagini, appunti, lettere o semplici ricordi di quei giorni, può contribuire a ricostruire una pagina preziosa della nostra storia associativa.

Non si tratta solo di ricordare il passato, ma di consegnare alle nuove generazioni il senso profondo del servizio: esserci, con semplicità e fedeltà, dove c’è bisogno.

Marco Bertoldi (Udine. 1°)

Foto Arcidiocesi di Udine

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