Semplice, diretto, veloce. È questo lo stile scelto da Luigi Andrea Rancilio, detto Gigio, per comunicare con i giovani lettori cui è indirizzato il suo libro “Questa enciclica è una hit! La Magnifica humanitas per i ragazzi”. Il giornalista, per 35 anni collaboratore del quotidiano “Avvenire” su musica, spettacoli e tecnologia, in veste di esperto di social e intelligenza artificiale ha scritto di recente questo testo, composto da 12 agili capitoli, che riprende l’enciclica di papa Leone XIV (pubblicata lo scorso maggio).
Si rivolge al suo pubblico giovanile con un linguaggio informale per mezzo di una sorta di dialogo costruito su domande e risposte, forse più in qualità di padre e educatore che scrittore o professionista dell’informazione.
Mette in risalto i passaggi più salienti del documento papale sottolineando continuamente l’importanza dell’intelligenza artificiale nella società attuale e il ruolo di grande dominio che ricoprirà in quella futura. Partendo dalla spiegazione basilare di cosa sia un’enciclica, Rancilio passa subito al nocciolo della questione: “Cos’è e come funziona l’intelligenza artificiale?”. Chiarisce che non è una magia e sicuramente non un’intelligenza di tipo umano, bensì un insieme di modelli progettati per assomigliare ai nostri ragionamenti però senza cuore né coscienza.
È importante perciò non sbagliarsi e non scambiare i programmi per amici veri: “Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto”:
questo è il passaggio iniziale dell’enciclica del Papa riportato dall’autore per rispondere alla domanda sul perché Leone XIV si sia occupato di intelligenza artificiale. La risposta riguarda principalmente il fatto che la Chiesa mette al centro l’essere umano, il suo benessere, la sua libertà e la sua felicità, “tutte cose che l’intelligenza artificiale non conosce e non comprende” e “in nome di una tecnologia sempre più efficiente, l’uomo rischia di venire messo ai margini”, mentre, nelle parole del Pontefice “lo sviluppo dell’I.A. deve servire per il bene comune e non solo per concentrare ricchezza e potere nelle mani di pochi”. “I sistemi di I.A. non sono semplici robot. Il loro meccanismo è matematico-scientifico, ma come essi interagiscono con il mondo è affare delle scienze umane, della religione, della filosofia, della società nel suo insieme. […] Se vogliamo che questa tecnologia vada bene, è importante che vi siano persone disposte a dire cose difficili, a essere nostri critici sinceri, riflessivi”, ha affermato Christopher Olah, cofondatore di “Anthropic” alla presentazione dell’enciclica Magnifica humanitas, essendo stato chiamato direttamente in causa come creatore digitale.
In questo periodo storico in cui si passa molto tempo sui social diventiamo tutti vittime inconsapevoli di quella che viene definita “la guerra per l’attenzione” con continuo e rapido bombardamento di stimolazioni strategiche; l’unico rimedio è prendersi la responsabilità di scegliere il bene perché, come ha ricordato il Papa, siamo “magnifici” e anche “collaboratori di Dio nell’opera della creazione”.
Le nostre risorse possono essere tante: “disarmare le parole”; “costruire la pace nella giustizia”; “assumere lo sguardo delle vittime”; “coltivare un sano realismo”; “rilanciare il dialogo”, ma specialmente “pregare e sperare”.
Cosa possono fare quindi all’atto pratico i ragazzi che sono il nostro futuro per contrastare un eventuale dominio delle macchine?
Per esempio: organizzare una cena con gli amici, a casa o in oratorio, cioè coltivare relazioni, interagire, ridere, parlare insieme; mettere giù il telefono, che non significa non usarlo più ma utilizzarlo in maniera intelligente; scegliere le parole con attenzione; imparare a usare bene l’I.A. e smettere di diffondere falsità ma, sopra ogni cosa,
perseguire il bene comune secondo i principi di “destinazione universale dei beni”, “sussidiarietà”, “solidarietà”, “giustizia sociale”
per costruire veramente la migliore umanità possibile.
Virna Balanzin
Questa enciclica è una hit! La Magnifica humanitas per i ragazzi (Gigio Rancilio, Ancora, 2026, pagg. 48)
Foto in evidenza: copertina dal sito dell’editore
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