l Sentiero Beato Bonifacio: un Cammino e, anche, una guida

Presentato alla Vigilia dell’80° anniversario del martirio il volume che conduce viandanti e pellegrini sui passi del Beato attraverso un’esperienza immersiva.

Lo scorso 10 settembre a Trieste, presso la sede diocesana dell’Azione Cattolica, è stato presentato il libro “Il sentiero Beato Bonifacio” (Ediciclo editore, 2026), in occasione degli 80 anni dal martirio del sacerdote, ucciso in odium fidei. Un lavoro, ora completo di tracce GPS, che corona anni di esplorazione, di tracciamento, di accompagnamenti di gruppi e di bozze di testi: un percorso durato una decina d’anni a partire dalla prima idea di unire con un cammino i luoghi più significativi della vita del Beato fino alla effettiva realizzazione di una vera pubblicazione. 

Il sentiero beato Bonifacio è stato un cammino nel Cammino che in questi anni ha continuato a procedere, lentamente (è andato a piedi, verrebbe da dire, proprio come i suoi viandanti), coinvolgendo man mano sempre più persone, fino a correre insieme per arrivare puntuale al presente anniversario.

Quella che inizialmente è stata una passeggiata a tappe tra due amici (camminatori un po’ improvvisati, ma non senza meta) è ora un piccolo libretto tascabile che racchiude un lavoro davvero corale, come si può capire, scorrendo l’elenco delle tante persone coinvolte nella stesura dei testi e nella realizzazione delle immagini: grazie al coordinamento di Diego Masiello – che ha preso per mano questo percorso nell’ultimo tratto di strada – 

sono stati raccolti, infatti, i contributi di cartografi, storici, biologi, naturalisti, geologi e archeologi. Una polifonia di contributi che vorrebbe allargare il cerchio di interesse a proposito di queste terre e di questo Beato, coinvolgendo anche persone distanti, non solo geograficamente.

Allo stesso modo “polifoniche” sono anche le indicazioni topografiche che, con particolare precisione, riportano sempre tutti i toponimi nelle diverse lingue che li abitano o li hanno abitati: una speciale sensibilità che va segnalata e aiuta a rendere più accogliente ogni pagina e ogni informazione.

Nel libro, le indicazioni sul percorso si alternano a dettagliate digressioni, ad esempio sul mondo dei salinari, dei pescatori, degli olivicoltori, dei minatori –  sì, perché a Sicciole/Sečovlje negli anni ‘30 era operativa una miniera di carbone -, sulla storia spesso travagliata e sulle peculiarità di ogni cittadina attraversata, sulle caratteristiche geologiche e ambientali del territorio. Non vogliono essere solo uno sfoggio di erudizione o un modo per attirare il turista curioso: vorrebbero

aiutare ad avvicinarsi alla complessità di una terra capace di produrre quattro vini diversi dallo stesso vitigno, a seconda della tipologia di terreno. Un’immagine potente della ricchezza di questa terra che, da un lato è plasmata dagli uomini, ma dall’altro continua in qualche modo a “governarli” (come ha pregato un altro Francesco, Santo), creando differenze non sempre facili da tenere assieme. 

Ovviamente non mancano cenni precisi per connettere la biografia di don Francesco ai luoghi attraversati: per questo ogni nota non appare mai fuori luogo, ma intesse un contesto che avvicina il lettore/camminatore a don Francesco, alla sua gente, ai suoi amici e ai suoi nemici. 

Forse non esiste modo migliore per conoscere la sua storia e il suo vissuto se non quello di mettersi in cammino per capire la sua vicenda e lasciarsi toccare dal suo esempio. Continuano a risuonare tra le pagine in particolare le parole dell’ultima omelia di don Francesco, che fungono un po’ da commiato al cammino: Gesù ama i propri crocifissori, per essi domanda perdono al Padre.

L’idea del perdono e della riconciliazione ritorna, infatti, per chi legge il libro dall’introduzione fino all’ultima pagina, ma probabilmente permea anche i passi di chi cammina, specialmente quelli che attraversano dolorosi confini.

Lasciamo, quindi, a chi vorrà percorrere questo sentiero la scoperta di tanti altri tesori… e per chi resta o è già tornato rimane aperta la domanda su dove questo cammino ora vorrà andare e da chi si farà accompagnare. Speriamo siano in tanti a percorrerlo e a prendersene cura.

Giulio Bartoli

Foto in evidenza: Azione Cattolica Trieste

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