Lo Spirito Santo: primo e autentico costruttore di Pace

L’invocazione del Paraclito promesso da Gesù si fa più intensa, nella Solennità di Pentecoste: conforto alle nostre solitudini, consolazione e pace profonda.

Lo Spirito Santo: primo e autentico costruttore di Pace

L’invocazione del Paraclito promesso da Gesù si fa più intensa, nella Solennità di Pentecoste: conforto alle nostre solitudini, consolazione e pace profonda 

“Vieni, Spirito di Pace!”

Questa l’invocazione che accompagnerà la Veglia di Pentecoste diocesana di stasera: uno stimolo alla riflessione, e forse una provocazione, in questi tempi nei quali la pace sembra una realtà difficile e faticosa da attuare. Lo scenario globale attuale è caratterizzato da una diffusa instabilità, con il numero di conflitti attivi che ha raggiunto i livelli più alti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma di quale pace parliamo?

“Vieni Spirito di Pace!”

Stiamo concludendo il Tempo di Pasqua e più volte nelle celebrazioni liturgiche di questi 50 giorni, abbiamo vissuto con gli apostoli l’emozione di vedere Gesù che viene, a porte chiuse, e dice: “Pace a voi!” Gesù dona agli uomini lo Spirito di Pace. Ripetutamente lo dona. Sarà perché il nostro cuore anela alla pace – e Gesù lo sa – ma forse perché abbiamo bisogno di comprendere pienamente il suo significato. 

L’essere umano è un essere diviso, in perenne lotta contro se stesso e contro i fratelli e la realtà della violenza lo abita perché egli porta in sé la morte, il peccato. Meditiamo sulla portata di queste realtà che, se non siamo superficiali e ciechi, sappiamo essere parte del nostro essere più profondo.

Ebbene è proprio verso di noi – verso questi “esseri in guerra” che noi siamo – che Dio ha preso l’iniziativa offrendo a tutti un’alleanza di pace, una via di pace.

“La Pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, può venire instaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell’ordine stabilito da Dio” (Pacem in Terris 1). Pace e salvezza sono sinonimi e indicano il dono di Dio a chi fa alleanza con lui. La Pace, quindi, è un dono. Dio infatti dona ciò che possiede, cioè consegna se stesso ed è lui la salvezza e la pace: “Come sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: ‘Regna il tuo Dio’” (Is 52,7). L’annuncio del Vangelo è annuncio di salvezza e di pace, è dono di Dio, dono gratuito, pura iniziativa divina, nonostante le resistenze che l’uomo oppone.             

Ma l’annuncio della pace è soltanto profezia, non esito di un programma o di un’evoluzione umana. È infatti nel Messia, nell’Emmanuele – il “Dio con noi” – che lo shalom, la pace come pienezza di vita in assoluto, come felicità e salvezza, si realizza personalmente tra di noi ed è effusa attraverso lo Spirito Santo su tutti gli esseri viventi.

“Vieni Spirito di Pace!”

Lo spirito di pace è anche un’attitudine interiore che va oltre la semplice assenza di conflitto. 

Si costruisce attraverso l’ascolto, il rispetto delle diversità e la gestione delle proprie emozioni. Coltivarlo richiede una profonda onestà con se stessi per superare l’egocentrismo, l’invidia e le paure quotidiane. Quindi la pace va costruita innanzitutto dentro di noi, in una riconciliazione con noi stessi e con Dio: guardandoci attraverso lo sguardo amorevole di Dio scopriremo di essere una meraviglia. 

La Pace, però, va condivisa e costruita con il fratello, con ogni uomo e donna che incontriamo sulla nostra strada. La pace, oltre che un dono da chiedere, è dono da coltivare, in ogni piccola azione concreta, come un sorriso o un gesto di solidarietà. Lo Spirito Santo continua a costruire ponti dove spesso noi alziamo muri e ciascuno di noi è chiamato a essere costruttore di pace nella propria quotidianità. Con che cosa costruiamo la Pace? Ogni costruzione va fatta con mattoni solidi, messi al posto giusto, nel momento giusto e va fatta insieme. 

La Pace si costruisce nel perdono reciproco, nel prendersi cura gli uni degli altri, nel dialogo, nella mitezza, nel fare giustizia (quella evangelica), nell’essere misericordiosi costruendo ponti di comunione fraterna. Questi sono i mattoni giusti, non quelli dell’orgoglio e della superbia, della prevaricazione e dell’autoaffermazione usati per costruire la Torre di Babele.

“Beata la nazione che ha il Signore come Dio, il popolo che egli ha scelto come sua eredità”, leggiamo nel Salmo 32. È lo Spirito Santo, lo Spirito promesso nella Pentecoste, che ci dona tutti i mattoni necessari per costruire la vera Pace. L’uomo, che ha scelto Dio come Signore della propria vita, è beato e diventa costruttore di Pace. Purtroppo gli uomini e le donne del nostro tempo seguitano ad affannarsi su quella Torre che, sebbene sia crollata, viene da loro testardamente ricostruita.

Chiediamo quindi allo Spirito, in questa solenne festa di Pentecoste, di soffiare venti di Pace su questo mondo sofferente, sulle macerie di Babele, sui cuori affranti e stanchi, su quelle ossa aride di un’umanità ferita e troppo orgogliosa per chiedere aiuto al Dio della Pace. “Pietà di me, o Dio, nel tuo amore, nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non scacciarmi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito” (Salmo 51).

“Così dice il Signore: «Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Gl 3,1-2)

O Signore, manda il tuo Spirito, facci sognare in grande, vieni in aiuto alla nostra debolezza e rendici costruttori della tua Pace!

“Vieni Spirito di Pace!”

Buona Pentecoste.

Paola Pillepich Gustini

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