Muggia: tanti linguaggi per fare insieme la pace

Due giornate di "Piazza della Pace" inserite nell'ambito della Festa dei Patroni Ss. Giovanni e Paolo. Tempo prezioso di confronto, incontro e riflessione

La Pace è sbarcata a Muggia. La ridente località costiera in provincia di Trieste è diventata infatti dal 23 al 28 giugno il cuore pulsante di una serie di eventi culturali e religiosi che hanno avuto al centro l’importante e fondamentale tema della pace. “Piazza della Pace” – questo il titolo di incontri, mostre, musica e momenti di preghiera – è stata promossa dalla Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali (Cdal) della Diocesi di Trieste e dalla Parrocchia dei SS. Giovanni e Paolo, con il Patrocinio del Comune di Muggia. Il progetto, ispirato alle parole del Vangelo “Beati gli operatori di pace” (Mt 5,9), è stato inserito nell’ambito delle iniziative per la Festa dei Protettori di Muggia, e ha inteso proporre alla cittadinanza opportunità per incontri pubblici con testimonianze e riflessioni sul valore della pace in questo tempo difficile martoriato da conflitti, discordie e tensioni in varie parti del mondo. 

 

Parole, musica, arte e preghiera 

Canali comunicativi diversi – dalle parole alla musica e dall’arte alla preghiera – hanno caratterizzato una manifestazione che 

ha coinvolto tantissime persone di età e provenienza diversa in un cammino di responsabilità personale e sociale nella costruzione della pace. 

Il primo appuntamento si è tenuto nella serata di martedì 23 giugno presso il Teatro comunale “Giuseppe Verdi” di Muggia con l’incontro “Parole e musiche di pace. Il sogno della pace in Terra Santa”. Protagonisti dell’evento sono stati principalmente il Vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, e il Vescovo emerito di Capodistria, monsignor Jurij Bizjak. Gli interventi sono stati moderati dalla giornalista Erika Jazbar, Vicepresidente della Cdal e la cornice musicale è stata arricchita dalle esibizioni della Zveza Cerkvenih Pevskih Zborov (Unione dei Cori Parrocchiali Sloveni) e dal Coro Scout di Trieste, oltre che dal Coro F.A.R.I.T.

Con il cuore a Gerusalemme

Nel dialogo intercorso tra i due Vescovi sull’argomento della pace in Terra Santa sono emerse riflessioni profonde e interessanti soprattutto sul significato che dovrebbe avere per un cristiano l’essere testimone e portatore di pace: in un’azione sociale e comunitaria improntata non solo su quella interiore ma, in particolare, su quella esteriore, considerando il contesto umano difficile come quello del nostro mondo contemporaneo. 

Fulcro dell’attenzione e della preoccupazione è Gerusalemme con la Basilica del Santo Sepolcro, il luogo più caro alla Cristianità, simbolo del Calvario e della Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, dove la speranza trova un senso oltre la morte. 

 

L’Ucraina tra dramma e speranza

Uno spazio considerevole della serata è stato riservato alle parole di padre Mykhaylo Dymyd, presbitero ucraino, teologo, accademico ed esponente della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), che ha ricordato come oggi, in Ucraina, esistano città ferite quanto Gerusalemme in Terra Santa: luoghi “cimiteri” dove vengono sepolti i soldati caduti nella guerra tutt’ora in corso. 

Ha fatto, inoltre, l’esempio del Campo di Marsa di Leopoli, dalle mille tombe con bandiere, fiori, foto e candele, dove tanta gente va in pellegrinaggio da mattina a sera per soffrire e piangere, anche ribellarsi, ma soprattutto pregare, perché là, in quel posto, la morte è vinta dalla vita come era nel tempo di Gesù crocifisso che è risorto e ci ha reso partecipi di questa Resurrezione. 

Presente, in veste di promotore per le iniziative di “Piazza della Pace” e come Presidente della Cdal, don Alessandro Cucuzza, parroco della Beata Vergine Addolorata di Valmaura, che ha ospitato Padre Mykhaylo insieme con la moglie Ivanka. 

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La mostra

Ispirato dalla mostra del Meeting di Rimini Ma io sono vivo. Voci dall’Ucraina, don Alessandro ha spiegato di aver supportato l’iniziativa, anche grazie agli “Amici di Emmaus”. Poter portare la mostra a Trieste e in particolare a Muggia, in accordo con il parroco don Andrea Destradi, e inserirla nell’ambito degli appuntamenti della  “Piazza della Pace” sembrava il giusto coronamento per la Festa dei Santi Protettori Giovanni e Paolo:

non solo una celebrazione religiosa e una tradizione popolare, bensì un momento di valutazione sui valori della comunità, per guardare al futuro con speranza nonostante le guerre, le divisioni e la sfiducia crescente. 

Sul palco non è mancata poi la voce dell’Amministrazione comunale muggesana nella persona del Vicesindaco Nicola Delconte, che ha sottolineato l’importanza dei temi di attualità trattati come invito alla riflessione e al supporto collaborativo per la continuità delle nostre tradizioni cristiane. 

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L’inaugurazione ufficiale della mostra si è tenuta nella mattinata di sabato 27 giugno presso il Museo comunale d’arte moderna “Ugo Carà”, sempre a Muggia, alla presenza del Vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, di Padre Mykhaylo Dymyd e di altri rappresentanti istituzionali. Da qualche giorno, la mostra è stata spostata nell’atrio della Curia Vescovile e sarà visitabile, in orario 10-12.30, fino al 4 luglio. L’esposizione è 

un racconto della guerra in Ucraina attraverso la storia di persone reali, che restituisce un volto umano al dolore, alla sofferenza e alla speranza. 

È sostanzialmente un percorso che invita tutti noi a interrogarci su come preservare l’umanità anche nelle situazioni più difficili, segnate dalla violenza. 

 

San Francesco e la rassegna delle scuole triestine

Nella stessa giornata di sabato 27 e, successivamente, durante domenica 28 giugno la chiesa muggesana di San Francesco ha ospitato l’allestimento “Fratello Sole, Sorella Luna”, curata dall’Ufficio Scuola della Diocesi di Trieste e realizzata dagli studenti delle scuole triestine per l’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Per mezzo di elaborati, immagini e contributi personali i ragazzi hanno proposto una rilettura contemporanea del messaggio francescano di fraternità e dialogo di pace tra i popoli. 

 

La rassegna “Piazza della Pace” si è quindi conclusa nel tardo pomeriggio di sabato 27 giugno nel Duomo di Muggia con un Incontro di Preghiera per la Pace, seguito dalla celebrazione della Santa Messa. È stato un momento condiviso da tutta la comunità per affidare al Signore il grande desiderio di pace, ricordando i popoli del mondo in tribolazione per ostilità e brutalità in atto. “Piazza della Pace” ha inteso

essere e mandare un segnale forte e concreto di attenzione al mondo offeso, ferito, umiliato e, nello stesso tempo, rappresentare un invito a riscoprire i valori di fraternità, dialogo, tolleranza, solidarietà nella convinzione che la pace non sia solo un ideale, ma una missione quotidiana personale e sociale.

Virna Balanzin

Foto di Luca Tedeschi

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